Attenzione vs Controllo: come liberare la mente senza giudizio

Il controllo come risposta del sistema nervoso

Spesso mi capita di far notare ai miei pazienti, che tendono al “controllo”.

Il controllo è un meccanismo difensivo, che quando troppo radicato, perde la sua funzione e tende a precludere nuove esperienze: può impoverire la qualità della vita, alimentando spirali depressive e ansiose. Riconoscerlo, è un importante passo in avanti, ma non risolutivo. Se ti dici: ‘basta! adesso smetto di controllare!!’, non otterrai granchè, perchè in realtà stai chiedendo al tuo sistema nervoso di fare una cosa impossibile, perché il controllo non emerge perché esageri, emerge e si radica, perché molto probabilmente, hai avuto una sofferenza, una perdita, un trauma. Il tuo sistema nervoso vuole proteggerti. Quindi è ingiusto che tu ti giudichi per non riuscire a fare diversamente.

Un esercizio di consapevolezza

Ti invito a fare un esercizio prezioso. Fai un disegno, traccia due cerchi su un foglio:

  1. Scrivi nel primo cerchio la parola ATTENZIONE (scegli un colore)

  2. E nel secondo cerchio la parola: CONTROLLO (scegli un altro colore)

  3. Scrivi dentro ogni cerchio, delle parole che colleghi, associ, con sto stesso colore.

  4. Poi guarda l’insieme e rifletti su cosa noti.

Che caratteristiche ha l’attenzione e quali il controllo? Prova a fare degli esempi di quando si attiva più una o l’altro. Cosa provi osservando quanto emerso da questo esercizio?

L’attenzione: notare ciò che c’è

Con questo esercizio potresti scoprire che l’attenzione è quando noti quello che c’è, senza cercare di cambiarlo (E’ per questo che la mindfulness è importante!!)

Alcune caratteristiche dell’attenzione sono:

  • è aperta

  • è presente

  • non chiede garanzie

  • può fermarsi

per esempio ci permette di dirci: “Sento una sensazione nel corpo e la noto: ‘ok, c’è’.”

Il controllo: prevenire una catastrofe

Il controllo è quando il sistema nervoso cerca di prevenire una catastrofe.

Alcune sue caratteristiche sono:

  • è urgente

  • è ripetitiva

  • cerca certezze

  • non si calma mai

per esempio: “Sento una sensazione e il pensiero interpreta: ‘E se fosse un segnale di…?’” innescando pensieri ansiosi e rimuginativi.

Il controllo non cerca calma, cerca sicurezza assoluta.

Quando guidi con quale modalità tendi a farlo: prevale attenzione o controllo?. Entrambe vogliono portarti da qualche parte, però la modalità e come ti fanno sentire è diversa, vero?

Il controllo dà l’illusione di proteggere, ma tiene il corpo in allarme continuo., come se una minaccia fosse incombente.

Spazio di pensiero:

Quando sei in attenzione, com’è il corpo?

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Quando sei in controllo, cosa cambia?

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Nutrire l’attenzione, con gentilezza

Forse noterai che in un caso il respiro più fluido, c’è calma, nell’altro tensione, urgenza, rigidità. Per questo dobbiamo, amorevolmente, cercare di nutrire l’attenzione affinchè il controllo non prenda tutto spazio, non dilaghi.

Forse questa riflessione ti permetterà di accorgerti quando stai passando dall’attenzione al controllo, e di porre, amorevolmente, rimedio, facendo quello che ti fa stare bene. E’ un inizio.

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